Gli abitanti del passato raccontavano che Tonezza fu fondata nell'antichità da sette briganti.
Per sfuggire alle violenze e prepotenze dei feudatari, ai tempi di Ezzelino da Romano, i sette fuggiaschi, evasi dal castello di Marostica dove erano stati incarcerati, si rifugiarono sull'altopiano di Tonezza desiderosi di libertà.
Iniziarono così ad abitarlo e diedero il nome alle prime sette contrà del paese: Boscato, Campana, Canale, Dalla Via, Dellai, Pettinà e Sella.

Le fonti antiche parlano di Tonezza nel 1292 dove viene citata in un documento dei Conti Maltraversi e in uno scritto riguardante l'elezione del Parroco dove alcuni abitanti "in stuba domus habitationis Bernardi Sarcelle" apposero i loro nomi e la contrà di provenienza.
Alcuni oggetti ritrovati nel paese e sull'altopiano dei Fiorentini fanno presupporre che la presenza di civiltà fin dalla preistoria, ma è con il ritrovamento di alcune monete d'epoca romana, con l'effige degli Imperatori Claudio e Alessandro Severo, che si può pensare ci fossero insediamenti sull'altopiano già 2000 anni fa circa.

I primi abitanti di cui si ha testimonianza provenivano dalla regione tedesca della Bavaria, i quali erano minatori o esperti nella lavorazione del legno inviati a Tonezza dai Signori bavaresi dell'epoca.

Già nei primi anni del '900 Tonezza si configurava come località turistica. Nei periodi di villeggiatura annoverò tra i visitatori nomi noti di nobili vicentini quali Roi e Valmarana e, soprattutto, il famoso scrittore e poeta Antonio Fogazzaro, il quale dedicò il sesto capitolo del suo libro Piccolo Mondo Moderno a Tonezza, definta da lui Vena di Fonte Alta.
Successivemente la Grande Guerra sconvolse, anche nell'aspetto, l'altopiano e le montagne limitrofe, in particolare durante la Strafexpedition austriaca-ungarica contro l'Italia. Durante la Seconda Guerra Mondiale invece come in molte zone d'Italia si fece vivissima la lotta partigiana contro il regime nazi-fascista.

A livello amministrativo nel 1924 Tonezza divenne comune a se stante distaccandosi da Forni, cambiando successivamente anche denominazione nel 1959 da Tonezza alla più completa Tonezza del Cimone.
Un grandissimo cambiamento culturale ed economico maturò negli anni ''50 con la realizzazione della strada chiamata
Direttissima, la quale collega il paese sotto l'altopiano, Arsiero, con Tonezza. Venne inaugurata dall'allora Presidente della Repubblica Giovanni Gronchi nel 1961. Questa infrastruttura, di agevole e veloce collegamento con la valle sottostante, fu un punto determinante per lo sviluppo turistico che divenne sempre più grande, facendo così in modo che la località diventasse un punto di riferimento della montagna vicentina per i turisti amanti di essa sia d'estate che d'inverno.

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